Nel video pubblicato su X, Matteo Renzi si sfoga contro il governo Meloni denunciando i bassi salari d’ingresso.
L’Italia sta vivendo un’emorragia silenziosa, quella dei suoi giovani migliori che scelgono di andarsene. Un fenomeno che Matteo Renzi ha denunciato con forza in un video pubblicato su X durante un evento, dove ha espresso tutta la sua frustrazione e preoccupazione da genitore.

“Io sono preoccupato da padre di tre figli di un paese in cui i talenti migliori se ne vanno”
Renzi punta il dito contro un sistema che forma eccellenze ma non offre sbocchi adeguati. “Il nostro sistema universitario, che attrae talenti ancora oggi, forma gente che poi si prende e si leva dalle balle”. Il problema, secondo lui, non è il salario minimo come sostiene parte del centrosinistra, ma qualcosa di più profondo: “Il problema è il salario d’ingresso”.
Il vero nodo: salari bassi e mancanza di prospettive
Chi si laurea in Italia si trova spesso davanti a un mercato del lavoro che offre solo stage da 300 o 600 euro. “La gente che si laurea si affaccia sul lavoro e c’ha lo stage da 600 euro, da 300 euro e c’ha da fare le fotocopie nell’ufficio d’avvocato, che non si fanno più, se Dio vuole, e va in Svizzera e guadagna tre volte tanto, quattro volte tanto”. Di fronte a queste condizioni, “194 mila ragazzi se ne vanno” ogni anno, un dato che Renzi usa per spiegare anche il calo delle nascite.
“E allora è chiaro che poi non si fanno figli, perché se quelli di 25, 30, 35 anni se ne vanno, non li fanno quelli di 70 anni figli”.
La denuncia si conclude con un attacco diretto al governo: “Andiamo a costruire un paese in cui chi studia e ha talento e ha merito sia premiato e non sia premiato l’amichetto di turno, il cognato di turno, la sorella di turno, come sta facendo il governo Meloni”.
Nell’Italia di Meloni e Salvini sembra che studiare sia tempo perso. E gli italiani scappano: 194mila lo scorso anno se ne sono andati! Vogliamo un’Italia in cui contino il merito e il talento, non le sorelle o i cognati. pic.twitter.com/gaz41QIDAn
— Matteo Renzi (@matteorenzi) August 28, 2025